Oggi è stato un giorno molto importante per l’Open Data italiano. La tematica dell’Open Data sta pian piano uscendo dalla community di esperti che se ne occupa da anni per arrivare alla popolazione ed alla gente comune.

Questo rappresenta un passaggio indispensabile perché le persone e le imprese comprendano davvero come l’apertura dei dati della Pubblica Amministrazione possa generare consapevolezza, ed attraverso la consapevolezza sviluppo e benessere. Ma sarebbe anche un passaggio inutile se la Pubblica Amministrazione non sviluppasse al suo interno quella cultura necessaria per un vero e proprio cambiamento di paradigma. Un cambiamento che faccia dell’open by default la regola e non l’eccezione nella gestione dei dati pubblici. Solo così infatti – con la disponibilità di dati pubblicati dalle Amministrazioni –  sarà possibile sviluppare quel processo virtuoso che vede nel dato pubblico in grado di circolare ed essere elaborato liberamente quel carburante che possa  alimentare il motore della conoscenza per cittadini ed  imprese.

Senza i dati provenienti dalle Istituzioni, è evidente, non ha senso parlare di Open Data. È quindi fondamentale che sia l’Istituzione per prima a comprendere ruolo ed importanza della filosofia Open Data per alimentarne lo sviluppo con i dati di cui dispone.

Oggi, appunto, l’Amministrazione ha dimostrato non solo di essere aperta a recepire l’innovazione apportata dell’Open Data, ma anche di volerla stimolare e promuovere. Ne ha dato un’importante prova oggi, con una conferenza dei Ministri Brunetta e Brambilla nella quale è stata esposta la strategia che il Governo Italiano si è dato per il prossimo futuro.

  • Un portale pubblico dei Dati Aperti sulla falsariga di quanto già fatto in numerosi altri Paesi.
  • Un vademecum che supporti e guidi le Amministrazioni nell’attività di apertura dei dati.
  • Un contest, Apps4Italy, che  ha l’obiettivo di stimolare la comunità degli sviluppatori perché sfrutti i dataset messi a disposizione dalle PA per realizzare applicazioni interessanti.

Insomma: una volta tanto le Istituzioni dimostrano di non voler restare a guardare dall’esterno un processo di cambiamento, ma di volerlo stimolare e promuovere con una strategia d’azione precisa. Una strategia che non nasce oggi, ma che è il risultato di un lungo percorso portato avanti con pervicacia da parte di Associazioni e gruppi di Civil Servant che, senza clamore, negli anni hanno promosso lo sviluppo dell’Open Data nell’Amministrazione. La conferenza che si è svolta oggi a Roma è la prova del fatto che attraverso la collaborazione attiva di Istituzioni, Associazioni ed Aziende è realmente possibile promuovere il cambiamento. Anche in un Paese come il nostro, ove a volte è così difficile coordinarsi e sviluppare strategie d’intervento comuni.

Un risultato importante, quello di oggi, che non va considerato certo come un punto d’arrivo, quanto piuttosto un momento dal quale partire per supportare assieme il difficile processo di cambiamento della PA.

Stefano Epifani
Direttore dell’Associazione Italiana per l’Open Government