Apps4Italy, il concorso bandito dal Governo italiano, con Formez e ForumPA, per le applicazioni che utilizzano i dati pubblici, ha i suoi ventidue vincitori. Nella giornata conclusiva del ForumPA sono infatti state premiate le applicazioni che la giuria di esperti ha ritenuto più valide tra le oltre duecento candidature. Si va dall’app per monitorare e comprendere le attività dei nostri rappresentanti in Parlamento, a quella che permette di misurare la qualità della vita nei territori italiani, al progetto per aiutare gli insegnanti precari a individuare le sedi più opportune per diventare di ruolo, alle applicazioni che ci consentono di mappare le strade più adatte alle biciclette o i bidoni per la raccolta differenziata più vicini a dove ci troviamo. E ancora: apps per rendere trasparenti i bilanci dei comuni, per visualizzare su mappa i risultati elettorali, per utilizzare i dati raccolti nei centri per l’impiego. Per l’elenco completo e per una descrizione di ciascun progetto vi rimandiamo al sito di ForumPA.

Quello che ha colpito è la grande qualità dei progetti presentati e l’altrettanto elevata sensibilità dei loro autori: per lo più ragazzi, provenienti da tutta Italia, che hanno già compreso come e quanto i dati pubblici siano un nostro diritto e una fonte straordinaria di possibilità da utilizzare per migliorare la qualità delle nostre esistenze e della nostra democrazia. Il prossimo anno, come è stato più volte ribadito durante la premiazione, ci si augura che a ForumPA si possano illustrare gli avanzamenti dei progetti e le loro applicazioni in contesti concreti. Per mettere pienamente a frutto le potenzialità degli open data, ci ricorda Ernesto Belisario su Che Futuro! occorre un impegno più sistematico e non sporadico che veda tutti i soggetti sociali interessati – Governo, associazioni, pubbliche amministrazioni… – lavorare insieme per gli obiettivi comuni. Come dimostrano le realtà che hanno partecipato con più successo dell’Italia al primo meeting dell’Open Government Partnership (progetto intergovernativo dedicato a governo e dati aperti, che si è tenuto a Brasilia lo scorso aprile) l’applicazione degli open data si realizza appieno soltanto nei contesti in cui c’è una grande e continua collaborazione tra istituzioni e società civile. Elemento che ci sembra ancora più necessario in un Paese come il nostro nel quale non sono le applicazioni ad avere difficoltà ad affermarsi, ma, a monte, la cultura dell’apertura dei dati e della governance collaborativa. Comunque, passo dopo passo, qualcosa si muove anche da noi: da qualche giorno anche il Ministero della Salute ha reso disponibile on line il proprio portale sugli open data.